lunedì 1 maggio 2017

RENZI VINCE LE PRIMARIE LA ROMA PERDE IL DERBY ED IO DUNQUE FACCIO OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA,PER TORNARE A VINCERE

RENZI VINCE LE PRIMARIE LA ROMA PERDE IL DERBY ED IO DUNQUE FACCIO OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA,PER TORNARE A VINCERE



Tanto per non girarci intorno é stata una domenica impegnativa ma con risultati chiari:
La Roma perde meritatamente il derby ,Renzi vince nettamente le primarie.
 Ci sarà occasione per tornarci sopra con riflessioni ampie ma alla fine della giornata bisogna essere seri e rifarsi ai numeri. Punto.

Su Renzi ho scritto poco ( perché non mi piace soffermarmi su questioni personali,peraltro Renzi ho sempre detto a voce per iscritto é certamente leader ed è certamente dotato di talenti,soprattutto tattici,innegabili) ho scritto molto -per la mia idea sobria di politica-di primarie.
Ora sono finite. Nella mia visione politica regna un solo segretario per volta; la maggioranza ha non solo il diritto ma il DOVERE di proporre e decidere; il partito é uno ed unito, alla minoranza spetta fare proposte costruttive.
Sui numeri non avevo dubbi e su tutti i miei scritti su @ytali da mesi lo dico apertamente....in questo primo round delle primarie,se Renzi non faceva un passo indietro, partiva dall'80 per cento dei dirigenti e dei parlamentari.....
Spero per il bene del Pd e del Paese che il secondo turno delle primarie,per così dire,non si svolga con le elezioni politiche.....
Questo il motivo, futuro, ma apertamente detto  ieri e oggi per cui ho ritenuto-per qualcuno sbagliando anche sulll'eventuale tornaconto personale( ma mi conoscono poco allora)- per cui ho deciso di "scendere dal carro del vincitore".....
Non mi interessa che alcuni sono abbonati al carro del vincitore, che si chiami Veltroni o Bersani o Renzi...
E non mi interessa in funzione del congresso romano del Pd nel quale credo che servirà una "coalizione di non allineati" da contrapporre alla mozione unica di chi ci ha fatto perdere con Marino e poi con la Raggi e che é presente tra gli eletti ed i coordinatori di tutte e tre le mozioni.
Ne riparliamo allora.
Per ora un "bravissimo" al Pd,unico partito davvero in campo, ed ai suoi simpatizzanti ed elettori ed un in bocca al lupo al segretario eletto Matteo Renzi; un grande grazie ad Andrea Orlando per la sua campagna politica e morale. Ad Emiliano per essere rimasto nel Pd.

LA ROMA
Annuncio ufficialmente che da questo momento a parte la scherma che é parte di me  e per cui vado agli europei master partendo dal 68 esimo posto di ranking europeo e dal 25esimo posto nazionale dell'anno passato ( Chiavari 26 maggio e Belluno 4 giugno le date fatidiche....)seguirò con grande impegno solo il cricket di cui mi onoro di conoscere regole e spirito con particolare attenzione verso il Gloucestershire e l'Edgabaston, poiché é arrivato il momento di dire che la Roma se la si ama la sí discute, anche :
-la squadra non é attrezzata per vincere ma solo per arrivarci vicino poiché nelle partite decisive non ci mette il cuore;
-la squadra non ha una rosa sufficiente e la società e il mister fanno finta di niente;
- la "primavera", vincente da anni, viene usata solo per fare cassa e non per rinforzare la rosa della prima squadra come avveniva in passato;
La società é assente soprattutto quando servirebbe ricordare che le partite con la Lazio, il Napoli o di Europa League si vincono soprattutto all'andata e soprattutto prima di entrare in campo
-non sono più disposto, a quasi 55 anni, a piagnucolare sui rigori, sulla Juve ( che fa la Juve lo sappiamo), sulla sfortuna,sulle montagne russe ( siamo i campioni del mondo, siamo dei brocchi) dei giornali locali come il messaggero o il corriere dello sport

Di conseguenza non vi seguo per un anno come provvedimento disciplinare ,pronto a rivedere il giudizio se cambiate atteggiamento 

Questi i pensieri ,fecondi e costruttivi, di una domenica sera in cui ho perso a, come sempre, sono in piedi

Ad maiora

lunedì 3 aprile 2017

Congresso Pd . CONCLUSA LA PRIMA FASE ORA LA PAROLA ALLE VERE PRIMARIE


La prima fase tra gli iscritti si é chiusa con numeri molto positivi per la partecipazione . Come iscritto al Pd questo dato mi rallegra. A maggior ragione per Roma dove evidentemente le iscrizioni cominciano a somigliare davvero al popolo degli iscritti . Ma su Roma tornerò dopo.
Renzi ha vinto bene con oltre il 60 per cento dei voti e Andrea Orlando costituisce una minoranza rilevante con più di un quarto dei voti nel partito. 
Emiliano ,come era evidente, tra gli iscritti va meno bene.
Il dibattito c'é stato, il voto pure e tutti bisogna saper accettare il risultato.
Per chi come me ha scelto Andrea Orlando l'impegno é per le primarie del 30 aprile ma mi piace continuare a ragionare non da tifoso ,come ho sempre fatto nella mia vita:
- ho aderito alla mozione di Andrea Orlando perché mi ritrovo nell'idea, coniugata al futuro e non al passato della "ditta",di ricostruire un partito con una voglia di argomentare, sperimentare, avere una leadership plurale, queste ragioni non vengono meno in vista del voto del 30 aprile  e non verranno meno nemmeno dopo visto che so fare sia la maggioranza che la minoranza e solo Buttiglione ha provato a cacciarmi dal partito ( pure Sbardella ma parliamo della preistoria) ma é stato respinto con perdite....io non mi scindo e non me ne vado, anzi partecipo più attivamente alla costruzione comune del Pd;

- aderendo alla mozione Orlando sapevo bene a cosa andavo incontro: l'obiettivo per me é portare Renzi a dire più "noi"che "io" avendo una minoranza consistente che accetta la democrazia della maggioranza ma fa proposte  costruttive e radicali che l'eventuale segretario debba prendere in considerazione. Non mi stupiscono dunque i dati....sappiamo bene che nel 60 per cento ci sono anche coloro che pensano non sia il caso di ribellarsi oppure che sperano di essere risparmiati dalla rottamazione o che sono in disaccordo con Renzi ma non lo dicono e aspettano il momento opportuno....

- temo che la baldanza di Renzi porterà ( Dio non voglia per il Paese) ad un "effetto referendum"o "voto di Roma"e chi non voterà oggi contro Renzi alle primarie con sincerità lo farà poi nel segreto dell'urna alle elezioni punendo tutto il Pd esattamente come é successo a Roma dove il voto non é stato alla Raggi ma contro il Pd

- in un dipiú di proporzionale Renzi sarà premier solo se il Pd prendesse il 40 per cento da solo. In tutti gli altri casi ( nel disastroso Governo tecnico M5s Salvini, grande coalizione con Berlusconi, centrosinistra risicato) non gli sará possibile e dunque tornerà il ruolo del partito a cui anche i renziani più accesi sanno che Matteo non ha mai mostrato grande propensione ,per dirla elegantemente, tanto é che ha già indicato in Martina ( dispiace per Guerini e la Serracchiani) il vero segretario o plenipotenziario;

- per questi motivi , razionali, e rispettosi nei confronti di chi non la pensa come me, ho scelto in positivo uno che vuole davvero fare il segretario del partito ed eventualmente di far parte di una minoranza che non sta lí a disturbare o minacciare ,ma vuole costruire nuove aggregazioni e divenire maggioranza del partito domani per condividere le scelte con tutti, Renzi compreso.

E parliamo di Roma.
Io non ho votato Orlando per fare il congresso romano ma quello nazionale.
Su Roma credo che sia improprio calare discorsi romani sul nazionale.
Il Pd di Roma avrebbe dovuto essere commissariato tanto tempo prima di Orfini per errori politici non per questioni di rilevanza penale o civile che non mi hanno mai appassionato....
In questo senso non intendo far finta di niente ma non partecipo alla guerra insensata al tanto peggio tanto meglio: a Roma dopo che ci hanno detto chiaramente gli elettori che "dobbiamo saltare un giro" c'é bisogno di empatia con la cittadinanza e di un lavoro collettivo di ricostruzione in cui servono tutte le braccia e le menti di tutti gli iscritti comunque si schierino.
Perché dopo M5s c'é la destra riorganizzata e non la vittoria di questa o quella corrente del Pd.
Sarebbe illusorio liquidare il dibattito sul partito a Roma sconfiggendo chi ci sta antipatico politicamente....
Ne riparleremo...

Notazione che faccio con ironia: i soli due municipi in cui Andrea Orlando ha vinto, di sette voti nellXI  e di 1 nel V sono i municipi in cui faccio - nellXI- il cireneo sub commissario a Corviale Muratella , l'altro è quello dove sono nato, anche politicamente ( la mia sesta circoscrizione) in cui sono stato grazie alla cortesia degli amici e compagni,capolista. 
É un caso ma ogni tanto mi fa piacere essere nel caso( nel senso di alea....)
La cosa che mi fa piacere é aver dialogato con consenzienti e dissenzienti e averli convinti a votare per il nostro partito, l'unico in campo a fare democrazia compiuta.

Buon lavoro a tutti noi per il 30 aprile!


lunedì 27 marzo 2017

CONGRESSO PD . NEL RISPETTO DI TUTTI LE RAGIONI DI UNA SCELTA.







LETTERA APERTA DI ROBERTO DI GIOVAN PAOLO AD ANDREA ORLANDO


Caro Andrea ,
Veniamo da storie e culture differenti,
 ma da dieci anni militiamo nello stesso partito e da circa venti siamo dalla stessa parte della barricata.....non é poco.
vista la tua candidatura,non volendo certamente credere che possa tutto esaurirsi in un tentativo di mero "drenaggio a sinistra" prendo come sempre in questi anni per buone ed oneste le tue parole( come é giusto sia ) e ti rubo qualche momento della giornata per ragionare con te...

Proprio oggi ho inviato un articolo, per una volta non di cronaca politica ma di testimonianza personale ad YTALI.COM  di cui mi fa piacere condividere con te una parte perché spiega queste righe che ti indirizzo:


"................Allora dato lo scenario che mi pare consolidato mi permetto di presentare ai lettori di Ytali non una cronaca politica-una volta tanto- ma una mia opinione che deriva da due interventi di Adriana Vigneri e Aldo Garzia che mi sono portato dentro per circa due settimane e che, come spesso accade a loro, sono andati al cuore del problema del Pd al di lá delle questioni della banalità quotidiana: il partito "personale" e la necessità reale di esistenza del Partito democratico.
Ammetto che sono tra coloro che ci hanno creduto, e tanto, dieci anni fa ( e ci crederei ancora.....).
Vengo dalla sinistra Dc che é stata la "mia tribù" nella federazione di partiti che era la Dc e quando é finita quella storia ho cercato prima la mia identità politica nel Ppi e poi, dopo la ridicola espulsione di noi maggioranza da parte di Buttiglione ho abbracciato con gioia l'Ulivo  transitando con allegria al Pd  senza dar troppo conto alla transeunte Margherita.
Il Pd mi é sembrato il compimento di cose come le giunte Dc Pci, la giunta Orlando di Palermo e della sua "Primavera", il ricongiungimento delle forze della Resistenza sulla scorta della visione profetica Dossettiana , impossibile in quegli anni di guerra fredda.
E non solo, potevamo allargare perfino l'Ulivo che non aveva capito il ruolo e l'importanza dei Governi Prodi, unici a raccogliere in questi anni l'eredità dello slancio dei governi di centrosinistra morotei , dei piani industriali degli anni settanta ( per alcuni settori industriali gli ultimi fatti, sic....).
Con quello spirito ho lavorato ( e lavoro) nel Pd, vedendo con angoscia bruciare segretari, riproporre stantie idee di "ditta" del novecento, crescere l'incultura della chiusura e dell'assenza di confronto culturale che ha prodotto non solo quest'ultima improvvida scissione ( colpevole chi va e chi non ferma....) ma anche tanti addii singoli che mi hanno addolorato egualmente.
Ora siamo arrivati ad una idea personale e personalizzata di un partito che é meno dell'Ulivo, che ci sembrava stretto dieci anni fa!
Però ,e  tuttavia, caro Aldo,Adriana e Guido se posso, io continuo a credere che ne varrebbe la pena di riaprire il Pd, di rimettere indietro il nastro e ricominciare a costruire un partito nuovo, multiculturale, ovvero non senza culture o con culture a metà citate e mai approfondite, e che anzi torni con umiltà ad ascoltare ed interloquire con le culture laiche, ambientaliste, del volontariato e del terzo settore,con chi ci contesta, con chi prova rabbia per la crisi e non sa esprimerla se non di pancia.
Quel tentativo si fermò con l'addio inopinato di Veltroni ( quale che sia l'opinione sul suo operato) e la resa alle proprie identità di troppi dirigenti Pd nel prosieguo.Oggi se non si fa questo sforzo ci sarà solo uno scontro elettorale tra "sistema" ed "anti sistema" con una grande coalizione o di opposti destra sinistra o di anti Europa  anti immigrati anti tutto.
Non possiamo e non dobbiamo accettarlo. Dobbiamo allargare il gioco . Dobbiamo ricreare le condizioni per la politica di tutti, con rispetto per tutte le culture e con umiltà per quanto la politica non riesce a dare.
É dai tempi della Thatcher e di Reagan che le forze progressiste non si interrogano e non danno una risposta alla loro affermazione che " non esiste la società, solo gli individui".... Non é questo il momento né la lunghezza giusta per le ricette ma certo lo dico a me stesso, se non fai una comunità nemmeno nel tuo partito come puoi rispondere a questa provocazione semplice e lineare?
La Rivoluzione Francese disse libertà, eguaglianza e fraternità. Da oltre duecento anni su libertà ed eguaglianza si impalca il dibattito ,per ora pendente verso le destre. Non sarà il caso di far entrare in campo il terzo termine rivoluzionario, davvero rivoluzionario, della "fraternité", declinandolo ,nel 2017 con  comunitá, solidarietà,welfare  ? "

Ecco, caro Andrea, questo é un frammento della riflessione di uno. Di uno che vale uno davvero, non come certi nostri avversari. Credo  che valga la pena provare a far ripartire il Pd dai contenuti e dal confronto, anche dal conflitto, che però si definisce entro i confini del Congresso. 
Lo Statuto ci dà ampi margini per dibattere:in direzioni ed assemblee, con referendum interni e via internet eppure in questi anni le riunioni sono calate ,la voglia di confrontarsi anche di più e abbiamo sostituito la polemica personale alla franchezza  e l'approfondimento sui temi.

Caro Andrea, siamo diversi e veniamo da storie diverse, 
per fortuna,direi...
Però credo  che dopo questi anni assieme condividiamo l'idea che il partito sia uno strumento e non un fine; ma uno strumento di democrazia da costruire e mantenere con cura, dove tutti debbono sentirsi a casa loro e dove tutti devono avere il gusto di provare a fare proposte, sperimentare, ed anche sbagliare.
Io credo che anche altri che vengono dalla mia storia e da tante storie  "sperimentatrici di democrazia"  vorrebbero provare a costruire un luogo aperto a tutti e non già definito per essere semplicemente utile al Governo della società. Bisogna lasciare spazio anche al progetto del futuro, alle utopie,alle idee "mai proposte" ed alle contraddizioni del confronto e della sperimentazione.
Per questo serve un segretario arbitro e non padrone e che creda al partito, non che semplicemente "scali" il partito.
La tua proposta di candidatura mi interessa e la sottoscrivo se anche tu accetti la sfida di mischiarti con me,con la mia cultura politica  e con le culture altre, diverse dalla nostra storia: non perderemo le nostre identità ,acquisteremo di nuovo il diritto a fare del Pd un partito  e forse l'unico partito del futuro degli italiani

Con affetto 

Roberto Di Giovan Paolo